30.3.16

Perché esistono i colori Pantone ?

Ce lo spiega chiaramente Mauro Boscarol sia a parole:
"Risposta breve - La maggior parte (circa 85%) dei colori Pantone (libreria “solid” cioè tinte unite) non è riproducibile in quadricromia “standard” (per esempio Fogra 39, 27, ecc.)."
Che con questa splendida animazione 3D:


Link ufficiale:
http://www.boscarol.com/blog/?p=15139

Buone gestione del colore.

28.3.16

Qual'è la tolleranza accettabile di ogni colore ?

Traduco un interessante articolo di Michael Huda.
"Nel settore del colore, una tolleranza è la differenza accettabile tra uno standard (il colore si vuole ottenere) ed un campione (il colore prodotto). Per determinare se il colore è in tolleranza, molti produttori utilizzano un dispositivo di misurazione del colore chiamato spettrofotometro per misurare entrambi i colori e confrontare la differenza tra di loro. Questa differenza è chiamata Delta E. in generale, la differenza cromatica percepibile ad 'occhio nudo si aggira intorno a Delta E = 1 (un cromista addestrato esperto è in grado di percepire anche scostamenti inferiori), ma questo è solo un punto di partenza. La tolleranza accettabile di un colore varia a seconda dell'applicazione e dal tipo d'industria. Ad esempio, se si stampano cartelloni di grande formato, il colore non ha bisogno di essere così preciso come avviene stampando piccole parti di giocattoli in plastica, queste una volta assemblate dovranno corrispondere perfettamente; mentre un Delta E di 3 o addirittura 5, può essere accettabile per il cartellone. Il giocattolo non passerà l'ispezione di qualità se il colore delle sue parti supera la soglia di Delta E = 1. C'è un'altra cosa di grande importanza che deve essere considerata quando si impostano tolleranze nella produzione industriale. Per l'occhio umano è più difficile rilevare variazioni di colore nel verde, rispetto ad altri colori quali il rosso ed il blu. 
Vediamo un esperimento condotto da David MacAdam nel 1940, che ci aiuta a capire perché alcuni colori hanno tolleranze più ampie rispetto ad altri.


Il logo Kodak, 1935 circa.



David MacAdam, un ricercatore di Eastman Kodak Company, volle verificare in dettaglio quanto il colore "Giallo Kodak" potesse variare prima che un osservatore lo indicasse come "sbagliato". MacAdam produsse una gran quantità di campioni di "Giallo Kodak" in svariate sfumature di colore. Poi chiese ai suoi collaboratori di suddividerli fra sfumature di "Giallo Kodak" accettabile e non accettabili. Utilizzando uno spettrofotometro GE-Hardy (uno dei primi dispositivi di misurazione del colore di quel tempo), misurò ogni colore riportandolo poi sul diagramma di cromaticità CIE. I valori tracciati andarono a formare una zona ellittica di gialli che erano stati definiti accettabili rispetto all'originale. MacAdam applicò la stessa metodologia ad altre sfumature di colori e ripetè la sperimentazione riportando tutti i dati sul diagramma. Gli ellissi risultanti rappresentano il limite di percettibilità dell'occhio umano, rispetto ad uno specifico colore originale. 
La sorprendente scoperta di MacAdam è che l'occhio umano ha una percettività ellissoidale se rappresentata sul diagramma CIE.

Il Diagramma di cromaticità CIE mostra gli ellissoidi derivati dalla sperimentazione di David McAdam, sono tracciati come limiti di percettibilità intorno ad ogni target di colore.


Queste ellissoidi sono tutti diversi in dimensione ed angolazione a seconda della posizione del colore nello spazio colore. Alcuni ellissoidi sono più grandi, come quelli nella zona verde, consentendo una maggiore cambiamento di colore prima che sia evidente. Altri, come quelli nella zona blu e viola, sono molto più piccoli, significa che in quell'area anche minuscule differenze cromatiche possono essere percepite ad occhio nudo. L'esperimento evidenzia anche che l'occhio umano non da lo stesso peso ad ogni tonalità, luminosità e cromia. Al contrario, siamo circa due volte più sensibili ai cambiamenti di tonalità piuttosto che a cambiamenti di cromia o luminosità. 
L'impatto delle tolleranze di percettibilità 
Essere consapevoli di questi limiti della percezione visiva, vi aiuterà a fissare tolleranze realistiche. Per esempio, se si sta cercando di raggiungere un blu accurato, è necessario impostare una tolleranza decisamente stretta per la maggior parte delle applicazioni. Tuttavia, se si sta cercando di ottenere un verde, probabilmente si può tollerare un errore più grande. [...]"
Link ufficiale:
http://blog.xrite.com/acceptable-st-patricks-day-tolerance/

Buona calibrazione colore.

24.3.16

Corsi sulla flessografia 2016 @ ATIF - Le date


Nel primo semestre del 2016 ATIF organizza i seguenti corsi di formazione che saranno attivati con un numero minimo di 8 partecipanti e chiusi al raggiungimento di 15 partecipanti:
Venerdì 8 aprile Introduzione alla flessografia - La scadenza per la conferma di partecipazione è prevista per il giorno 1 aprile 2016. 
Martedì 18 aprile Il lungo viaggio dell’inchiostro flessografico - 
La scadenza per la conferma di partecipazione è prevista per il giorno 11 aprile 2016. 
Martedì 24 maggio La prestampa per la flessografia - La scadenza per la conferma di partecipazione è prevista per il giorno 16 maggio 2016. 
Martedì 28 giugno Alla ricerca della qualità in flessografia - La scadenza per la conferma di partecipazione è prevista per il giorno 20 giugno 2016.
C'è ancora posto ! Per iscrizioni: info@atif.it

Buona iscrizione.

23.3.16

La soluzione di bagnatura nel 2016 - L'ingrediente misterioso per lelastre senza sviluppo


L'avvento delle lastre offset senza sviluppo (Processless), ha rinnovato nello stampatore panico ed ansie verso quella sconosciuta creatura mitologica anche nota come "Acqua di bagnatura".

Ad ogni nuovo avviamento di lastre processless, lo stampatore, con atteggiamento fra il sospettoso e la sfida mi si avvicina ed, inevitabilmente, chiede:
"Ma non è che quelle lastre mi sporcano la soluzione di bagnatura ?"
...io lo fisso con lo sguardo più innocente che conosco, come se non mi aspettassi quella domanda sin dall'inizio, poi rispondo:
"...bhè, si .. è ovvio..."
...breve pausa, poi aggiungo:
"...quando hai pulito il frigo e cambiato l'acqua l'ultima volta ?"
A quel punto entra in gioco il famoso "Ingrediente misterioso" fondamentale per il buon funzionamento dell'acqua di bagnatura.

Facciamo un piccolo passo indietro ed analizziamo quali sono tutti i parametri da tenere in considerazione per avere una buona acqua di bagnatura che agevoli l'emulsione acqua/inchiostro necessaria al processo di stampa offset. Questi parametri sono:
  • durezza
  • PH
  • conducibilità
  • tensione superficiale
  • temperatura
  • ingrediente misterioso

Durezza (compresa fra i 10°F ed i 15°F)

In alcune zone o località Italiane, l’acqua può contenere fino ad un 0,2% di impurezze che, senza dubbio, influiscono sfavorevolmente sul risultato della stampa. L’acqua può contenere sciolte in essa diverse sostanze, tra le quali le più dannose ai nostri fini sono i sali di calcio e di magnesio. Si dice allora che l’acqua è dura. Il grado di durezza dell’acqua si esprime in gradi francesi (° F). Per un corretto processo di stampa offset l'acqua deve essere dolce, ossia avere una durezza compresa fra 10° F e 15° F. L'acqua distillata corrisponde a 0° F quindi non è adatta al processo di stampa offset.

Per addolcire l'acqua di rete (e portala ad es. da 25° F a 15° F) si usano degli addolcitori. Qui un paio di esempi con tecnologia a sali minerali ed osmosi inversa:



PH (compreso fra 4,8 e 5,2)

Una effettiva e proporzionata acidità, anche se debole, bisogna mantenerla nell’acqua di bagnatura, per evitare la “saponificazione” dell’inchiostro prodotto da un PH alcalino e per aiutare la conservazione delle qualità di adesione alla lastra dell’acqua nelle zone non-stampanti.

Per abbassare il PH dell'acqua di rete (che è solitamente intorno a 7), ed alzare la conducibilità (che analizzeremo meglio in seguito) si aggiunge all'acqua una certa percentuale di additivo. Questa percentuale è dichiarata dal produttore dell'additivo e misurabile con appositi strumenti (PHometri e conduttivimetri).

Un valore di PH inadeguato può portare alle seguenti problematiche in stampa:
  • ritardo di essiccazione dell’inchiostro sulla carta
  • perdita di brillantezza degli inchiostri metallizzati, oro e argento
  • colorazione dell’inchiostro
  • cambio di tonalità del pigmento
  • velature e sparizione del trasporto sulla lastra

Tensione superficiale e Conducibilità (compresa fra 1.000 e 1.200 µS)

La conducibilità è la capacità di una soluzione di trasmettere elettricità (o calore). Viene misurata in micro siemens (µS) ed è il sistema di controllo e di misura più sensibile per le soluzioni di bagnatura in quanto tiene conto delle interazioni tra acqua, inchiostro e carta.

L'aggiunta di additivo all'acqua di rete serve sì a stabilizzare il PH, ma ha la conseguenza di alzare la conducibilità del liquido. L'aggiunta di alcool alla soluzione, diminuisce la tensione superficiale del liquido (migliorando le caratteristiche emulsionanti della soluzione) ed abbassa il valore di conducibilità. La misura della conducibilità quindi è indicativa della percentuale di alcool presente nella soluzione. La percentuale di alcool da aggiungere viene indicata dal produttore dell'alcool.


Temperatura (intorno ai 10° C)

Ultima, ma non meno importante, la temperatura. Anche la variazione di temperatura modifica la conducibilità di un liquido. All'aumentare della temperatura aumenta la conducibilità. È importante quindi controllarla con un termometro per verificare il buon funzionamento del circuito di raffreddamento.


Tabella riepilogativa

Per riassumere, la seguente tabella riporta un esempio dei valori reali che possiamo trovare presso lo stampatore:

PH µS
Acqua di rete addolcita (10° F) 7 500
Aggiunta 1% di additivo 5,8 710
Aggiunta 1% di additivo 5,2 960
Aggiunta 1% di additivo 5 1230
Aggiunta 5% di alcool 5 1050

n.b. ad ogni riga della tabella viene aggiunta alla soluzione una certa percentuale di prodotto. Nell'ultimo riga avremo quindi aggiunto all'acqua di rete, il 3% di additivo ed il 5% di alcool.

Controlli sull'acqua di bagnatura

Chiariti i parametri da tenere sotto controllo; come facciamo a sapere in che condizioni si trova l'acqua di bagnatura già in uso nel circuito della macchina da stampa ?
Molte macchine sono predisposte con sensori che rilevano in tempo reale i parametri che ci permettono di sapere le condizione dell'acqua, ossia PH, conducibilità e temperatura.

Nel caso la macchina da stampa ne sia sprovvista, esistono strumenti di controllo portatili come i seguenti (termometro, PHometro e conduttivimetro):


Questi strumenti sono validissimi anche per verificare se le sonde presenti nella macchina da stampa siano tarate e funzionino a dovere. Ogni stampatore offset dovrebbe avere almeno uno di questi strumenti portatili, per la verifica periodica di tutte le macchine da stampa.
Controllo durezza
Il primo controllo avviene sull'addolcitore dell'acqua. Per verificare la durezza dell'acqua esistono rilevatori chimici che colorano l'acqua indicando i corrispondenti gradi francesi (°F). Qui un esempio di KIT.
Controllo temperatura
La temperatura va misurata nel frigo. Se il frigo non lavora intorno ai 10° C non serve neanche continuare nelle misure successive, in quanto i valori misurati saranno inesatti. 
Controllo PH
Visto che la variazione del PH è riconducibile esclusivamente alle caratteristiche di durezza ed alla percentuale di additivo presente nell'acqua (non viene infatti influenzato dalla percentuale di alcool). Possiamo schematizzare quanto segue:
  • valori di PH elevati: indicano una carenza di additivo nella soluzione.
  • valori di PH bassi: indicano una eccessiva percentuale di additivo nella soluzione, attenzione che gli additivi tamponati non scendono mai sotto un certo valore PH prefissato ma, se aggiunti in eccesso, fanno aumentare a dismisura la conducibilità della soluzione.
Controllo conducibilità
Le variazioni di conducibilità invece, non sono riconducibili esclusivamente alla variazione di un solo parametro, sono soggette sia alla percentuale di additivo che alla percentuale di alcool presenti nella soluzione. Possiamo schematizzare quanto segue:
  • valori di µS elevati: indicano una elevata percentuale di additivo, oppure una bassa percentuale di alcool ed elevata temperatura del liquido.
  • valori di µS bassi: indicano una elevata percentuale di alcool nella soluzione, oppure una bassa percentuale di additivo ed un inquinamento elevato della soluzione.

Ah... quasi dimenticavo ! E l'ingrediente misterioso ?!???


Ingrediente misterioso

Conosciuto anche come "Ciclo di pulizia del circuito di raffreddamento" oppure "Rifare l'acqua di bagnatura".

Per far sì che quanto fin qui esposto abbia un senso, la soluzione che circola nel circuito di raffreddamento non deve essere oltremodo contaminata da funghi alghe, molluschi, topi , ragni etc.
Scherzi a parte, non dico che alla vista debba essere cristallina, ma nemmeno assomigliare ai fanghi delle paludi della morte nella terra di mezzo !

Una buona manutenzione della macchina da stampa, prevede la sostituzione dell'acqua di bagnatura, la pulizia del frigo e la sostituzione dei filtri almeno con cadenza bisettimanale / mensile. Cambiare l'acqua senza sostituire i filtri del frigorifero è un operazione poco sensata, in quanto senza la sostituzione dei filtri, l'acqua di bagnatura tornerà sporca in men che non si dica. Rifare l'acqua di bagnatura e pulire il frigo comporta un lavoro di circa 30 / 40 minuti. Quindi non vi chiedo di usare l'ingrediente misterioso tutti i giorni... ma nemmeno di ricordarvene solo alle feste comandate !


Infine, dove finisce l'emulsione ?

Chiariamo un punto fondamentale: l'emulsione che si stacca dalle lastre processless e finisce in parte nel circuito di bagnatura, altro non è che del polimero; immaginatelo come se fossero delle minuscole particelle di plastica. È vero quindi che questo polimero può colorare la soluzione di bagnatura, ma non altera i parametri di PH e conducibilità della stessa e, grazie all'uso corretto dell'ingrediente misterioso, non porta ad alcuna problematica per lo stampatore.

Buona stampa Preocessless.


Fonti:
http://www.atuttascuola.it/collaborazione/abbate/vademecum_stampa_offset.htm

http://www.imprinta.it/FAQ/view/La-bagnatura-offset/La-soluzione-di-bagnatura-con-grande-attenzione/43.html


18.3.16

Come si esporta un PDF pronto per la stampa ? Ce lo spiega GWG !


Cito dalle pagine del blog di Denis Salicetti:
"È stata appena rilasciata la "GWG2015 PDF/X workflow", una guida che analizza a fondo il percorso che porta alla gestione di un buon PDF/X-4. Inoltre spiega come evitare le problematiche che accadono più frequentemente in produzione e soprattutto quali sono i maggiori vantaggi nell'adozione della nuova specifica."
Link ufficiale:
http://www.salicetti.it/2016/03/gwg2015-pdfx-workflow.html#.VufPZReOvh4.linkedin


Aggiornamento Giugno 2016:
Cosa ne direste di una guida in Italiano su questo argomento? Maggiori informazioni a questo link.

Buona lettura.

17.3.16

Norma ISO 12647-2:2013 - La revisione 2013, cambiamenti e novità


La norma ISO 12647 è senza ombra di dubbio la famiglia di standard più popolare nell'industria delle arti grafiche. Le sue parti dedicate alla "Stampa offset" 1, 2 e 3 furono originariamente rilasciate nel 1996 e riviste nel 2004 e nel 2007. L'ultima ed attuale revisione è stata rilasciata nel 2013. Questo post vuole darvi una panoramica dei cambiamenti principali applicati alla norma ISO 12647-2 che è il cuore della standardizzazione PSO (Process Standard Offset).

Traduco liberamente un interessante articolo del Dott. Andreas Kraushaar, pubblicato nel 2013 e scaricabile gratuitamente dal sito FOGRA. (trovate il link all'articolo alla fine di questo post)
"1 -Introduzione & motivazioni

La pubblicazione della norma ISO 12647-2 del 1996 può essere considerata una importante pietra miliare nella standardizzazione della stampa offset commerciale a 4 colori. Per la prima volta a livello internazionale si è trovato un accordo di massima sui parametri principali di questo processo di stampa. I parametri principali sono il supporto di stampa, gli inchiostri, la sequenza dei colori ed il tipo di retino. Questi vengono definiti come i principali artefici della caratteristiche visive di un immagine stampata e costituiscono quindi la condizione di stampa (Printing Condition).

La norma ISO 12647-2:1996 definisce i tipi di supporto (PT) nel modo seguente:
  • PT1/2 Glossy or matt coated paper
  • PT3 LWC (light weight coated) paper
  • PT4 Uncoated white paper
  • PT5 Uncoated, yellowish paper
Le basi del processo di standardizzazione sono la definizione dello schiacciamento di messa in macchina, formalmente chiamato TVI (Tonal Value Increase) e la definizione dei colori pieni, utilizzati in una specifica condizione di stampa (Printing Condition). Ad esempio stampare su carta usomano produrrà un maggiore schiacciamento rispetto ad una stampa su carta patinata. A differenza della revisione 2007, che si focalizzava principalmente sulla ridefinizione dei pieni indicandoli con valori L*a*b* al posto dei valori di densità definiti nel 2004, la revisione 2013 sostituisce completamente la precedente rivedendola a fondo.

Le principali novità vertono su: 
  1. Ridefinizione del numero e dei tipi di supporto (sia come colorazione che come quantità di sbiancante ottico) e relativa ridefinizione delle Printing Conditions. 
  2. Eliminazione delle specifiche relative alla produzione di lastre via film, focalizzazione sui flussi produttivi via CtP e ridefinizione delle curve TVI tipicamente ottenute da lastre lineari. 
  3. Pulizia generale della norma (per evitare interpretazioni ambigue), aggiunta di strisce di controllo appropriate e metodi di misura (M1) da utilizzare.
Un importante caratteristica di questa terza revisione, consiste nel ribadire un concetto di base largamente usato ed aggiornato nel tempo nella ISO 12647-1. Esso definisce i valori obbiettivo da utilizzare per ottenere il risultato di stampa in relazione ad ogni substrato in uso. Gli obbiettivi principali da tenere in considerazione sono: lo schiacciamento del punto (TVI) ed il bilanciamento dei grigi, che può variare sensibilmente cambiando il supporto di stampa. Le condizioni di stampa vengono quindi caratterizzate in relazione allo schiacciamento del punto della macchina da stampa. In contrasto a questa, ci sono approcci orientati al prestampa, come ad es. G7, che sono più popolari in alcune nazioni. Queste non vengono rispecchiate nella ISO 12647 a causa di mancati accordi in seno alla commissione TC 130. Una motivazione del mancato accordo è l'assenza di parametri di controllo di processo stabili come ad es. lo schiacciamento di punto (TVI). Comunque per sistemi di stampa digitali, non soggetti agli standard degli inchiostri, un tale approccio orientato al prestampa, può essere appropriato. Il ProcessStandard Digital (PSD) suggerisce questo tipo di approccio. Qui il costruttore suggerisce i metodi di calibrazione che saranno usati per ottenere una condizione di stampa appropriata in relazione ad ogni combinazione di inchiostri e supporti stampa. Queste combinazioni verranno profilate (fingerprint) creando uno specifico profilo ICC di uscita. In fase di uscita, un server-colore dedicato sarà responsabile della conversione colore (retargeting) dal profilo colore ricevuto dal committente (ad es. FOGRA39) alla condizione di stampa precedentemente profilata (vedi Figura 1).


Figura 1. Comunicazione del colore fra PSO (ISO 12647-2) e PSD. I dati del lavoro vengono preparati per una condizione di stampa di riferimento (popolare), ad es. definita nella ISO 12647-2. I dati della stampa possono essere visualizzati via soft-proofing oppure hard-proofing (prova colore contrattuale). Nel caso di stampa offset, i dati vengono inviati 1:1 alla macchina da stampa. Se necessario, può essere applicata una correzione nel RIP. Per la stampa digitale, è richiesta una specifica trasformazione colore.

2 Cambiamenti fondamentali di questa revisione 
2.1 Nuove condizioni di stampa 
Per riflettere i tipi di stock più diffusi, la ISO 12647-2 ora definisce nuove classi di supporti. Questo sì è reso necessario da quando le carte PT2 e PT5, definite nella vecchia versione,  non sono più state reperibili sul mercato. Grossi cambiamenti si sono avuti anche per le carte patinate, ora questo tipo di supporti contengono un'elevata quantità di OBA (sbiancanti ottici) rispetto al passato. Il confronto interno alla commissione (TC 130 WG3), supportato dall'industria cartaria, conferma che 8 nuove tipologie di carte (Printing Substrates) sono necessarie per rispecchiare i principali gruppi di supporti disponibili sul mercato. Vengono riepilogati nella Tabella 1. Combinati ai già menzionati parametri primari, portano alla definizione di 16 nuove condizioni di stampa (Printing Condition) definite sia per retini AM che FM (vedi Tabella 2). 


Tabella 1. Esempi di carte tipiche patinate ed usomano definite nella ISO 12647-2:2013.



Tabella 2. 16 nuove condizioni di stampa (8 Printing Conditions AM + 8 Printing Condition FM) definite nella ISO 12647-2:2013. Notate come le assegnazioni da A ad E rispecchino le nuove curve TVI (vedi Figura 2).
2.2 Nuove curve di incremento tonale (TVI, Dot Gain) 
Le numerose prove di schiacciamento tonale (TVI) effettuate da un elevato numero di laboratori e stampatori, hanno evidenziato due tendenze. Da un lato è giusto ed appropriato trovare una curva TVI media per una data combinazione di supporti e lineature. D'altro canto le differenze fra carte simili (relative ad ogni categoria di supporti), utilizzando gli inchiostri compatibili alla ISO 2846, possono attestarsi attorno ad una variazione del 5% (nei semitoni).  Una caratteristica di base nella produzione di lastre CTP (filmless) è un aumento dello schiacciamento nelle alteluci, Questo può essere visto chiaramente confrontando la vecchia e nuova curva "A" nella figura 2. Per questo motivo sono state definite una nuova serie di curve (da A ed E). Inoltre la stessa curva TVI è ora obbligatoria per tutti i colori di processo (CMYK). Un nero più "pesante", così come era definito in passato, non è più stato riscontrato nelle prove effettuate.
2.3 Valutazione strumentale 
La revisione simultanea delle ISO 3664 (condizioni di visualizzazione) e ISO 13655 (misure) porta ad un allineamento verso D50 come fonte di luce da usare sia per la visualizzazione che per le misurazioni. Trovate maggiori informazioni nel documento Fogra Extra 28, disponibile sul sito Fogra. Sia i visori che gli strumenti di misura supportano sempre più la condizione "M1", che richiede una fonte di luce D50 (comprensiva della sua componente UV). La revisione della ISO 12647-2/3 rispecchia questo cambiamento, fornendo valori obbiettivo M1 sia su supporto bianco (wb) che nero  (bb). [...] Infine viene espressamente indicato che il 68% dei campioni della tiratura misurati devono essere conformi a tutti i requisiti obbligatori per ogni campione. 

Figura 2. Rappresentazione delle curve TVI vecchie e nuove.

3 - Implementazione della norma ISO 12647-2 nella pratica
[...] 
4 - In conclusione
La terza revisione della norma ISO 12647-2 può essere chiaramente vista come un aggiornamento minore che concretizza i concetti per la standardizzazione sia della stampa a foglio che rotativa. Definisce condizioni di stampa tipiche che rispecchiano metodologie usate comunemente nei processi industriali. Lo stesso metodo applicativo può estendersi a nuovi tipi di supporti, così come già si faceva in passato, definendo nuove condizioni di stampa (Printing Conditions), per adattarsi a nuovi tipi di supporti e lineature. [...]"
Documento scaricabile in lingua inglese:
http://www.fogra.org/plugin.php?menuid=125&template=mv/templates/mv_show_front.html&mv_id=10&extern_meta=x&mv_content_id=140441&getlang=en

Buona standardizzazione ISO.

16.3.16

FOGRA51 @ Denis Salicetti


Cito dalle pagine del blog di Denis Salicetti:
"FOGRA, BVDM, ECI e UGRA stavano effettuando da tempo dei test di stampa (denominati progetto Fred15) per rispecchiare la normativa 2013 e rilasciare i nuovi dati di caratterizzazione e relativi profili ICC per la carta patinata (PS1) e usomano (PS5), etichettati con i codici FOGRA51 e FOGRA52. 
Il rilascio ufficiale atteso da tempo, insieme alle linee guida per la loro graduale introduzione, si è concretizzato lo scorso 30 settembre a Stuttgart, durante un evento tenuto appositamente per l'occasione."

Link ufficiale:
http://www.salicetti.it/2015/10/nuovi-profili-eci-per-la-stampa-offset.html

Buona lettura.

14.3.16

Formazione su FOGRA51 @ Comunico Italiano


Cito dalle pagine di Comunico Italiano:
FOGRA51: ISTRUZIONI PER L’USO” Un seminario per comprendere meglio la tecnologia, un incontro che ha riscontrato il numero massimo di partecipanti e, considerando l’importanza, andrà ripetuto.
Sabato 2 Novembre 2015 e sabato 30 Gennaio 2016, si sono tenuti due seminari sull'uso della nuova caratterizzazione FOGRA51/52, presso l'istituto Aldini Valeriani di Bologna.
Il seminario è stato svolto da Alessandro Beltrami, docente e tecnico d’indiscussa esperienza oltre ad essere Consulente software, colorimetria e pre-stampa, Presidente TAGA Italia, Coordinatore Nazionale UNI “Tecnologia Grafica”, Coordinatore Internazionale ISO/TC130 TF3 “Workflow standards roadmap”. [...] 
Gli obiettivi prefissati degli incontri sono stati quelli di comprendere le differenze tra caratterizzazioni e profili colore nonché di come gestire correttamente Fogra51.[...] 
è stato altresì, ripercorso il passaggio da Euroscale Coated v2 (2000) a PSO Coated v3 – Fogra51 (2015), un percorso durato quindici anni di caratterizzazioni e profili colore standard.
Link ufficiale:
http://www.comunicoitaliano.it/seminario-fogra51-istruzioni-per-luso/

Speriamo l'evento venga riproposto presto. Nel caso, buona iscrizione.

10.3.16

FOGRA 39 ? addio ... sono arrivati FOGRA 51 e 52


Vi ricordate questo post del 2012, dove parlavo dell'utilizzo dei profili ICC FOGRA ?

Bene, ora volete farmi credere che siete rimasti fermi al FOGRA39 ???

Vi ho lasciato un po di tempo per farvi "acclimatare", ma ormai (già da Settembre 2015) i nuovi standard FOGRA51 e FOGRA52 hanno soppiantato rispettivamente i vecchi FOGRA39 e FOGRA47 (ex FOGRA29).

La domanda nasce spontanea; cosa cambia dal vecchio FOGRA39 al nuovo FOGRA51 ?

Il profilo ICC FOGRA51 nasce dalla caratterizzazione FOGRA fatta applicando la norma ISO 12647-2:2013 Print Condition 1 / Print Substrate 1. Confrontando i due spazi colore possiamo notare come il nuovo FOGRA51 sia più ampio rispetto al FOGRA39, soprattutto nei toni blu-magenta. Durate la conversione RGB->CMYK, l'uso di uno spazio colore più ampio vi consente di perdere meno informazioni-colore. (Nel grafico sottostante FOGRA51 è trasparente, FOGRA39 è colorato)




Cosa cambia dal vecchio FOGRA29 al nuovo FOGRA52 ?
Il profilo ICC FOGRA52 nasce dalla caratterizzazione FOGRA fatta applicando la norma ISO 12647-2:2013 Print Condition 5 / Print Substrate 5. Confrontando i due spazi colore possiamo notare come il nuovo FOGRA52 sia molto più ampio in ogni direzione rispetto al FOGRA29. Durate la conversione RGB->CMYK, l'uso di uno spazio colore più ampio vi consente di perdere meno informazioni-colore. (Nel grafico sottostante FOGRA52 è trasparente, FOGRA29 è colorato)



Riassumendo:
  • Gamut più ampi per le stampe su carta patinata ed usomano
  • Minore perdita di informazioni-colore nella conversione RGB->CMYK
  • Risultati in stampa più vivaci/colorati
  • Utilizzando questi due nuovi profili ICC sarete perfettamente allineati alle direttive e condizioni di stampa ISO 12647-2:2013
Se le motivazioni che ho appena elencato non vi sembrano sufficientemente valide per passare ai nuovi profili, bhè... continuate pure ad usare i vecchi profili FOGRA, tanto, chi volete che si accorga della devastante perdita di informazioni applicata alle vostre conversioni colore ?!??  ;-)

P.S. Ricordatevi che ECI, oltre a fornire i profili ICC per le Printing Condition, suggerisce anche l'utilizzo del profilo eciRGBv2 per lo spazio colore RGB, sensibilmente più ampio rispetto al classico AdobeRGB. (Nel grafico sottostante eciRGB è trasparente, AdobeRGB è colorato)



Maggiori informazioni al link ufficiale ECI:
http://www.eci.org/en/colorstandards/offset

Potete scaricare i dati di caratterizzazione FOGRA da questa pagina:
http://www.fogra.org/index.php?menuid=316&reporeid=225&getlang=en

Ed i relativi profili ICC da questa:
http://www.eci.org/en/downloads

Ah, quasi dimenticavo, se vi state chiedendo come aggiungere al vostro sistema i profili colore che avete appena scaricato, basta leggere qui:
http://help.adobe.com/it_IT/creativesuite/cs/using/WSBB0A8512-8151-408c-9F79-4A9E9E3BA84C.html#WS94C62C5A-A690-4fbf-B5D5-D6226A314F69

Infine non dimenticate di impostare gli spazi di lavoro nella vostra suite Adobe (cmd+shift+k):
http://help.adobe.com/it_IT/creativesuite/cs/using/WS6A727430-9717-42df-B578-C0AC705C54F0.html

Buona gestione del colore.

7.3.16

FTA Europe - We are Flexo


Cito dal sito ufficiale FTA Europe:
"FTA Europe was founded at the beginning of 2015, after a series of 6-monthly meetings of European national flexo associations held since 2013. FTA Europe was founded as an 'ASBL' association according to Belgian Law and has its registered address a the offices
of Intergraf, the European printing and media industry umbrella. The Founding members are ATEF (Spain), ATF (France), ATIF (Italy), EFIA (United Kingdom) and EFTA Benelux. Membership is open to the representative national flexo associations in Europe. 
It is jointly managed by Beatrice Klose (Secretary-General, Intergraf and 'Brussels' liaison) and Jules Lejeune (Managing Director, Lejeune Association Managent and labels and packaging converting liaison).
The association is governed by a Board presently consisting of the following officers:
Sante Conselvan, President (ATIF, Italy)
Wim Buyle, Vice-President (EFTA Benelux)
Debbie Waldron-Hoines, Treasurer (EFIA) 
FTA Europe has set up three committees:
1. Education Committee (coordinator Debbie Waldron-Hoines)
2. Technical Committee (coordinator Sante Conselvan)
3. Marketing Committee (coordinator Wim Buyle)"

Maggiori info qui:
http://narrowwebtech.com/markets-and-events/fta-europe-a-european-umbrella-for-the-promotion-of-flexo/

Buona iscrizione.