30.8.18

2018 l'anno del declino della norma ISO12647?


In questo video Cary Sherburne intervista Steve Smiley di Smileycolor ed Elie Khoury di Alwan Color Expertise, sull'impatto del nouvo standard ISO 15339.

La nuove norme rilasciate da TC130 (ISO 15339-1, ISO 15339-2 ed ISO 17972-4) riusciranno a sostituire l'ormai vetusta ISO 12647 in tutte le sue 9 declinazioni?

Buona visione.

18.7.18

Flexo Expert


"Flexo•expert raccoglie e condivide informazioni utili sul processo di stampa flessografico per aiutare gli utenti a conoscere a fondo il flusso delle lavorazioni al fine di ottenere risultati stampati stabili, ripetibili e prevedibili. Qui troverai idee, considerazioni, spunti e altro materiale interessante sulle difettosità in stampa, con spiegazione dei fenomeni, possibili cause e rimedi."

Sul sito troverete: Blog, Comunità, Social, Eventi ed altro.

Link ufficiale:
https://www.flexo.expert/it/

Buona navigazione.

7.5.18

E se la deviazione cromatica dipendesse anche dal contrasto dell'immagine?



Sappiatelo, non è mica una novità!
"La percezione di una variazione tonale è ampiamente influenzata dal contrasto intrinseco all'immagine che state osservando."
Già dalla metà degli anni 80 il sistema Brunner ci ha dimostrato come la percezione di una variazione tonale sia differente in ogni tipo di immagine, a seconda del fatto che questa sia una immagine monotona oppure a contrasto elevato.

Brunner eseguì per la prima volta test approfonditi per determinare come la percezione del colore umano reagisce alle variazioni di colore in diversi tipi di immagini. Un'ampia varietà di persone è stata inclusa nei test. Un'immagine è sempre composta da più di una tonalità di colore. Quando l'occhio vede più di una tonalità di colore allo stesso tempo, viene automaticamente influenzato e confuso da qualsiasi variazione. Si possono anche dire contrasti invece di variazioni. I contrasti determinano la percezione dei cambiamenti di colore in un'immagine e ogni immagine contiene contrasti, ad es. Contrasti di colore, contrasti chiaro / scuro, contrasti formali, contrasti simultanei L'analisi delle immagini di "Picture Contrast Technology" dimostra come l'occhio umano percepisce le deviazioni di colore in diversi tipi di immagini e mostra che le variazioni nel processo di stampa e nella riproduzione sono visibili prima come spostamenti del bilanciamento dei colori nell'area dei mezzitoni. Le modifiche al bilanciamento del colore in stampa derivano principalmente da variazioni divergenti nell'aumento del valore del tono dei tre colori di quadricromia CMY e del cosiddetto bilanciamento del grigio. Altre metriche che influenzano come cambiamenti di gradazione dell'immagine (differenze di luminosità, tonalità) o contrasto generale (saturazione, gamma) sono meno evidenti. Più i contrasti sono pronunciati in un'immagine, meno l'occhio umano reagisce con sensibilità alle variazioni di colore e quindi le tolleranze per le variazioni di colore possono essere più ampie prima che sorga la domanda di accettazione. Con le immagini a basso contrasto, invece, l'occhio umano reagisce più sensibilmente alle variazioni di colore e quindi il limite di tolleranza per le variazioni di colore è molto più basso prima che sorga la domanda di accettazione. Per questo motivo, oggi la colorimetria utilizzata con Delta E * ab oggi utilizzata è obsoleta come indicatore delle differenze di colore percepite nelle immagini perché solo i singoli colori isolati vengono confrontati tra loro. Delta E * ab è un processo cieco e un'immagine pertinente. I risultati dell'analisi delle immagini di "Picture Contrast Technology" sono stati successivamente presi in considerazione nella tecnologia di controllo del colore Instrument Flight®

Le stesse deviazioni metrologiche del colore sono percepite in modo molto diverso, a seconda dei contrasti dell'immagine. Le persone pratiche sanno per esperienza che alcune immagini sono molto più facili da abbinare e stampare rispetto ad altre. System Brunner è stato il primo a esaminare quantitativamente i contrasti delle immagini e classificare le immagini in classi di contrasto.

La tecnologia di contrasto dell'immagine aiuta le aziende di stampa a mostrare ai clienti che le differenze visibili tra la prova e l'esecuzione di produzione, o all'interno della tiratura, sono legate all'immagine e non possono essere utilizzate come base per un giudizio generale sulla qualità.


Classi di contrasto dell'immagine System Brunner:

Classe 0

Aree omogenee di tre colori sovrapposti (CMY) che non possono essere riprodotte dal processo di offset senza deviazioni visibili. Variazioni nel bilanciamento del colore dei toni medi di +/- 1% sono già evidenti. Il limite di tolleranza si trova nel centro dell' esagono.

Classe 1

Immagini a basso contrasto, in prevalenza toni di grigio e marrone, anche riproduzioni di tonalità della pelle in un'ampia area. La questione dell'accettazione si presenta con deviazioni del bilanciamento del colore di +/- 2% nell'area dei mezzitoni. Il limite di tolleranza si trova all'interno del primo anello dell' esagono.

Classe 2

Immagini a contrasto da medio a forte, che coprono la maggior parte delle riproduzioni di immagini. La questione dell'accettazione si presenta con deviazioni del bilanciamento del colore di +/- 4% nell'area dei mezzitoni. Il limite di tolleranza si trova all'interno del secondo anello dell' esagono.

Classe 3

Immagini con contrasti cromatici molto forti. La questione dell'accettazione si presenta con deviazioni del bilanciamento del colore di +/- 6% e più nell'area del tono medio. Il limite di tolleranza si trova all'interno del terzo anello dell' esagono.

A causa delle variazioni del processo di stampa, le immagini di classe 0 e 1 possono essere stampate solo con GCR medio-forte (sostituzione di componenti grigi) per evitare variazioni di colore visibili.


© System Brunner AG, CH-6600 Locarno

Link ufficiale:
http://www.systembrunner.ch/basics-knowledge/picture-contrast-theory.html

Buona gestione del colore.

4.5.18

Le 10 cose da sapere sulla stampa Flexo, prima di poter parlare di gestione colore

  1. La viscosità dell'inchiostro non è un parametro da mettere in discussione per il raggiungimento del colore desiderato. La viscosità deve attestarsi sui 20/24" a seconda del supporto di stampa e dalle caratteristiche della lastra, e non va alterata arbitrariamente per problemi di cromia, fatto salvo non vogliate poi deliberatamente generare altri problemi in stampa.

  2. Il colore (sia esso di quadricromia o colore speciale) arriva dal fornitore nella sua concentrazione massima. A differenza della stampa Offset, dove basta agire sui calamai per ridurne la densità in stampa, nella stampa Flexo è possibile aggiungere al colore una % di extender per fare in modo che la densità di stampa diminuisca senza venir compromessa la viscosità dell'inchiostro.

  3. Se invece volete aumentare la densità in stampa, non avete altra via che aumentare il volume dei rulli anilox, valutando prima accuratamente tutto quello che questo comporterà poi in stampa. Un maggiore volume d'inchiostro non significa automaticamente una migliore stesura dello stesso. Troppo inchiostro porta a problemi di asciugatura ed alla formazione di pin-holes.

  4. Il set dei rulli anilox da usare in macchina, specialmente per la quadricromia, non è un parametro da rimettere in discussione ad ogni cambio di lavoro. La scelta dei giusti rulli anilox da usare, va ponderata scegliendo una condizione di stampa in base ai risultati ottenuti dal finger-print precedentemente effettuato. Cambiare i rulli anilox della quadricromia in maniera pseudo casuale, è un ottimo punto di partenza per annientare il lungo lavoro di gestione colore effettuato in fotolito ed in prestampa. La resa cromatica del lavoro dipende dalle seguenti variabili: condizione di stampa, curve di svuotamento applicate in prestampa relative a quella specifica condizione di stampa, profili ICC applicati in fotolito legati a quelle curve di stampa. Al variare di uno di questi parametri salta la gestione colore del lavoro.

  5. Per ridurre la viscosità dell'inchiostro senza alterare la densità di stampa è possibile aggiungere, quando necessario, del diluente e fare in modo che l'inchiostro possa distendersi meglio sulla lastra di stampa e sul supporto stampato. Di contro un inchiostro troppo fluido porta a problemi di sporchi, ponticelli, allargamento dei punti, chiusura del testo in negativo etc.

  6. Il dot-Gain del punto è condizionato dalla lineatura e dal tipo di retino usato, dalla densità e dalla reologia dell'inchiostro, dalla pressione e dalla velocità di stampa, ma anche dalle caratteristiche del rullo anilox, e non ultimo dal biadesivo scelto.

  7. Utilizzando biadesivi più duri si otterrà un maggiore trasferimento di inchiostro, quindi dei pieni con densità maggiore ed un dot-gain più alto (visibile specialmente nelle mezzetinte). Utilizzando biadesivi più morbidi si otterrà un minore trasferimento di inchiostro, quindi dei pieni con densità minore ed un dot-gain più basso (visibile specialmente nelle mezzetinte).

  8. Per ottenere un buon trasferimento di inchiostro è fondamentale che l'inchiostro steso nel castello di stampa precedente, arrivi asciutto al castello successivo. In caso contrario vedremo difettosità di stampa quali trapping, ghosting etc. La temperatura ed il circolo d'aria nelle stazioni di asciugatura fra i castelli è di fondamentale importanza.

  9. Per evitare che l'inchiostro secchi eccessivamente e si accumuli, garantendo al contempo la corretta reologia dello stesso, è possibile aggiungere del ritardante.

  10. Il giusto bilanciamento fra densità di stampa, dot-gain desiderato e pulizia del retino è la ricetta che caratterizza l'agognata condizione di stampa voluta. Questa va accuratamente testata durante la tiratura del finger-print ed opportunamente documentata, registrando TUTTE le componenti che hanno portato a quella specifica condizione di stampa. Solo così facendo si potrà poi replicare fedelmente la ricetta voluta quando si passerà in produzione.
Così... giusto per dare qualche spunto di riflessione ai faciloni che dicono: "...ma a monitor lo vedevo diverso!".

Buona calibrazione colore.

3.5.18

ENCYCOLORPEDIA - l'enciclopedia del colore



Cerchi un colore che non sai esattamente come si chiama?
Vuoi sapere qual'è il suo colore relativo più chiaro o più scuro?
Cercavi invece il suo opposto?

Nessun problema, troverai tutte le risposte alle tue ricerche su Encycolorpedia.

Provate ad esempio a ricercare il colore "acquamarina".

Cliccando poi sul link del colore otterrete un'infinita serie di informazioni aggiuntive sul colore da voi scelto.



Un plauso a Martin Gallagher per aver sviluppato questo motore di ricerca per colori.

Link ufficiale:
http://encycolorpedia.com

Buona ricerca del colore.

18.4.18

CxF questo sconosciuto, spiegato bene


Un plauso a Denis Salicetti che in questo articolo apparso su Italia Grafica, ci spiega nei dettagli ed in maniera semplice i vantaggi derivanti dall'utilizzo del formato CxF/X-4.
"La scatola, l’etichetta o qualsiasi altro oggetto possono essere stampati su diversi tipi di supporto, tra cui carta, poliestere, substrati metallici, e con differenti tipologie di stampa, spesso abbinate tra loro. Anche i tipi di inchiostro che vengono utilizzati influenzano largamente la riproduzione del colore. [...] Per sopperire a queste criticità ci viene in soccorso il CxF/X-4 (Color Exchange Format) [...] uno standard internazionale nella norma ISO 17972-4:2018"
Link all'articolo:
https://www.salicetti.it/2018/04/caratterizzare-e-certificare-le-tinte.html

Buona lettura.