25.3.21

Cos'è la lineatura di stampa?


Bellissimo, anche se datato, video che ci spiega con estrema chiarezza cos'è la lineatura di stampa.

In terra d'Albione sono soliti dire:

"Old but gold!"


Buona visione.

24.3.21

Anche voi commettete questi 10 errori nel comunicare i vostri colori aziendali?


"Why most Brand Manuals fail when it comes to defining Brand Colors; And how to determine acceptable Color Deviations for specific Brand Colors."


In questo interessante scritto il prof. Michael Abildgaard Pedersen ci spiega quali errori commettono solitamente i brand owners nel comunicare alla filiera i loro colori aziendali.


Cito dal documento:
"1.1.5 PROBLEM FIVE: CMYK? – Why specific CMYK-values? Another problem with defining a Brand Color with specific values for C, M, Y and K (like Figure 1; C0, M60, Y100, K0) is that this color only accidentally will be produced with those values – for many reasons. It is well known in the Graphic Arts Industry, that if you send the same set of CMYK-combination to different printers and printing presses they would all produce different colors (Sharma, 2004; Richard, et al., 2008). In a normal Color Managed workflow the Brand Color will be converted by using relevant ICCprofiles with different rendering intents, black generation and tone value increase correction curves. In some cases some sort of Ink Saving processing will also be applied. Thus the CMYK-values will be changed to match the current situation. So, why provide specific CMYK-values?"

 



Link al documento:

Buona lettura.

22.3.21

Il catalogo delle mille viti 2 - la soluzione

In questo post:

http://artigrafiche.maurolussignoli.it/2021/03/il-catalogo-delle-mille-viti.html


Ci chiedevamo, 

"Quanto dovranno pesare le immagini del nostro catalogo di viti?".


Ebbene, come spesso accade, la risposta alla domanda è insita nel quesito stesso.

Se analizzate bene gli interrogativi posti nella prima puntata di questa mini-saga, capirete facilmente come il peso delle immagini debba essere necessariamente legato al tipo di fruizione che faremo delle stesse.

Il corretto calcolo del peso delle immagini dipenderà quindi dai parametri che caratterizzano la loro fruizione. Suddividiamo i tipi di fruizione in stampa e visualizzazione.


Stampa

Come ben sappiamo nel processo di stampa sono la lineatura (espressa in linee per pollice LPI) e la risoluzione effettiva del dispositivo di stampa (espressa in punti per pollice DPI) a definire il dettaglio delle immagini stampate.

Il calcolo corretto per ottenere la risoluzione ottimale di fruizione di un'immagine, dipenderà quindi da questi parametri oltre che dal tipo stesso di immagine che andiamo a stampare; siano esse a tono continuo od al tratto.

Stampa a tono continuo.

Se l'immagine è a tono continuo questa verrà necessariamente retinata a scomposta nei canali di stampa (solitamente CMYK) alla lineatura di stampa prescelta (LPI), quindi il calcolo da utilizzare per ottenere la sua risoluzione di fruizione ottimale (PPI) sarà il seguente:

risoluzione di fruizione ottimale (PPI) = lineatura di stampa (LPI) x fattore di qualità

dove:
- la lineatura di stampa varia in base alla tecnologia di stampa utilizzata (una buona stampa commerciale si attesta intorno ai 150LPI), maggiore è la lineatura e maggiore è la qualità in stampa, attenzione che all'aumentare della lineatura diminuiscono inversamente i livelli di grigio rappresentabili, quindi si ottiene un peggioramento dei passaggi tonali. (vedi qui: http://artigrafiche.maurolussignoli.it/2015/01/50-sfumature-di-grigio-nel-tuo-computer.html)
- il fattore di qualità è un parametro che varia da 1 a 2, maggiore è il valore maggiore è la qualità ottenibile in stampa, valori superiori a 2 non portano ad alcun miglioramento qualitativo in stampa, comportano altresì un inutile peso eccessivo delle immagini.

Quindi basterà chiedere allo stampatore la lineatura utilizzata in stampa per calcolare con esattezza quale dovrà essere la risoluzione di fruizione ottimale (PPI) delle nostre immagini.
"Quindi lineatura e risoluzione di stampa non sono la stessa cosa?"
Risposta breve:
  • NO! 
Risposta lunga: 
  • la risoluzione di stampa (DPI) è l'unità di misura che ci dice quanti pixel è in grado di indirizzare il dispositivo di stampa per ogni pollice.
  • la lineatura di stampa (LPI) è l'unità di misura che ci dice quanti punti di retino (ognuno formato dai dai pixel di cui sopra) avremo per ogni pollice.
Presupponendo che lo stampatore stampi a 150LPI e che noi puntassimo ad ottenere la massima qualità ottenibile, avremo: 

risoluzione di fruizione ottimale (PPI) = 150 (LPI) x 2 = 300PPI

Scoperta così la risoluzione di fruizione ottimale delle nostre immagini, in quella specifica condizione di stampa, possiamo ora verificare quanto queste saranno grandi in misure lineari una volta stampate. Basterà aprire il menù "Dimensione immagine" di Photoshop, inserire la risoluzione di fruizione ottimale nel campo "Risoluzione" e verificare quanto segue:


Con questa semplice operazione possiamo facilmente constatare come la nostra vite di 10Mb, una volta stampata a 150LPI in formato 1:1 sarà grande 18,7 x 13,4 centimetri. Non è un po' troppo per il nostro catalogo impaginato in A4? Ah già... non vi avevo ancora detto che nelle specifiche del catalogo vi è scritto che le immagini devono avere tutte un'altezza di 2,5cm.

Proviamo quindi a ricampionare la nostra vite con i parametri fino a qui trovati; attiviamo il box "Ricampionamento" ed inseriamo l'altezza voluta dell'immagine (2,5cm).


Vedete che ora l'immagine peserà solamente 356Kb invece dei 10Mb iniziali! Ma... quindi, quanto peserà il nostro catalogo di viti in totale?

0,356Mb x 10 immagini x 100 pagine = 356Mb

Siamo ben lontani dai 10Gb che avremmo avuto lavorando con immagini da 10Mb vero? Con questo semplice ricampionamento si risparmiano 9.644Mb (9,6Gb)! E, pensate, il tutto senza intaccare minimamente la massima qualità ottenibile in stampa.


Stampa al tratto.

Se l'immagine è invece al tratto (monocromatica) questa non verrà retinata, ogni pixel dell'immagine corrisponderà ad un pixel stampato dal dispositivo di stampa, quindi il calcolo da utilizzare per ottenere la sua risoluzione di fruizione ottimale (PPI) cambia e sarà il seguente:

risoluzione di fruizione ottimale (PPI) = risoluzione dispositivo (DPI) / fattore di qualità


dove:
-la risoluzione del dispositivo di stampa è una caratteristica intrinseca al dispositivo, maggiore è la risoluzione e maggiore sarà la qualità ottenibile in stampa. 
-il fattore di qualità è un parametro che varia da 1 a 2, maggiore è il valore e minore sarà la qualità ottenibile in stampa, valori superiori a 2 degradano eccessivamente la qualità ottenibile in stampa.

Quindi basterà chiedere allo stampatore la risoluzione del dispositivo di stampa per calcolare con esattezza quale dovrà essere la risoluzione di fruizione ottimale (PPI) delle nostre immagini. 
"Quindi in questo caso devo chiedere la risoluzione e non la lineatura di stampa?"
Risposta breve:
  • SI! 
Risposta lunga: 
  • in questo caso essendo l'immagine al tratto è la risoluzione del dispositivo a definire il dettaglio dell'immagine e non la lineatura di stampa.
Presupponendo che lo stampatore stampi su un dispositivo a 2400DPI e che noi puntassimo ad ottenere la massima qualità ottenibile, avremo: 

risoluzione di fruizione ottimale (PPI) = 2400 (DPI) / 1 = 2400PPI

Scoperta così la risoluzione di fruizione ottimale delle nostre immagini al tratto, in quella specifica condizione di stampa, possiamo ora verificare quanto queste saranno grandi una volta stampate. Basterà aprire il menù "Dimensione immagine" di Photoshop, inserire la risoluzione di fruizione ottimale nel campo "Risoluzione" e verificare quanto segue:


Con questa semplice operazione possiamo facilmente constatare come la nostra vite di 10Mb, una volta stampata a 2400DPI in formato 1:1 sarà grande 11,48 x 8,3 centimetri. Ancora una volta la misura è un po' troppo per il nostro catalogo impaginato in A4.

Proviamo quindi a ricampionare la nostra vite con i parametri fino a qui trovati; attiviamo il box "Ricampionamento" ed inseriamo l'altezza voluta dell'immagine (2,5cm).


Vedete che ora l'immagine peserà solo 950Kb invece dei 10Mb iniziali! Ma... quindi, quanto peserà il nostro catalogo di viti in totale?

0,950Mb x 10 immagini x 100 pagine = 950Mb

Siamo ben lontani dai 10Gb che avremmo avuto lavorando con immagini da 10Mb vero? Con questo semplice ricampionamento si risparmiano 9.050Mb (9Gb)! E, pensate, il tutto senza intaccare minimamente la massima qualità ottenibile in stampa.

Proviamo ora a ripetere il medesimo esercizio ma scendendo leggermente nei desiderata della qualità immagine. Nel caso in cui quasi 950Mb di impaginato vi sembrino ancora eccessivi, basterà puntare ad una qualità inferiore applicando il fattore di qualità 2 per ottenere quanto segue: 

risoluzione di fruizione ottimale (PPI) = 2400 (DPI) / 2 = 1200PPI

Ricampionando a 1200PPI con un'altezza di 2,5cm otterremo:


Vedete che ora l'immagine peserà solamente 237Kb contro i 10Mb iniziali! Ed il catalogo complessivamente:

0,237Mb x 10 immagini x 100 pagine = 237Mb

Ottenendo così un'ulteriore grosso risparmio in termini di peso delle immagini rispetto al ricampionamento a 2400dpi ( 950 - 237 = 713Mb risparmiati), senza tuttavia andare ad intaccare eccessivamente la qualità finale dello stampato.

Passiamo ora alla visualizzazione.


Visualizzazione

Come ben sappiamo nel processo di visualizzazione di un'immagine è la risoluzione dello schermo (PPI)  a definire il dettaglio delle immagini visualizzate, al netto del fattore di ingrandimento.

Il calcolo corretto per ottenere la risoluzione ottimale di fruizione di un'mmagine, dipenderà quindi dalla sola densità dei pixel del dispositivo di visualizzazione (PPI).

In questo caso non serve distinguere immagini a tono continuo da immagini al tratto in quando il rapporto pixel dell'immagine e pixel dello schermo è 1:1, a prescindere dalla profondità di colore utilizzata, quindi il calcolo da utilizzare per ottenere la risoluzione di fruizione ottimale (PPI) di un'immagine sarà molto semplicemente il seguente:

risoluzione di fruizione ottimale (PPI) = risoluzione dello schermo (PPI)

Questa equazione ci obbliga a dover conoscere con precisione la risoluzione (PPI) del monitor in uso. Il calcolo da utilizzare è presto fatto. Basta conoscere la risoluzione in pixel del dispositivo e la sua dimensione diagonale in pollici, da qui potremo calcolare che:

dove:
- x è la risoluzione orizzontale espressa in pixel dello schermo
- y è la risoluzione verticale espressa in pixel dello schermo
- d è la misura diagonale espressa in pollici dello schermo

Apriamo le preferenze di sistema e verifichiamo la risoluzione in uso del monitor:


Ipotizzando di utilizzare un monitor a 1680 x 1050 con diagonale 15" avremo:


Risulta altresì palese inoltre come questo rapporto 1:1 fra pixel dell'immagine e pixel dello schermo, faccia in modo che la stessa immagine risulti essere visualizzata più grande o più piccola su schermi diversi, in base alla risoluzione impostata nel dispositivo di visualizzazione.

Sui due computer la stessa immagine viene visualizzata al 100% di ingrandimento. Benché gli schermi siano fisicamente molto simili fra loro, vedete come sullo schermo con risoluzione inferiore (a sinistra) l'immagine risulti sensibilmente più grande rispetto allo schermo con risoluzione superiore (a destra). I pixel che formano l'immagine sono gli stessi, ma la risoluzione dello schermo cambia. A parità di pixel avremo:

Risoluzione più alta = maggiore densità dei pixel sullo schermo = immagini più piccole.

Ancora una volta per ottenere un giusto ricampionamento della nostra immagine dovremo ragionare in misure lineari, e chiederci: "Quanto dovrà apparire grande l'immagine sul dispositivo sul quale verrà visualizzata?".

Per sapere quando sarà grande la nostra immagine di 10Mb basterà aprire il menù "Dimensione immagine" di Photoshop, disattivare la voce "Ricampiona" ed impostare la risoluzione ottimale di visualizzazione calcolata precedentemente:


Notiamo come l'immagine sia grande a monitor 43,5 x 31,1 centimetri quando visualizzata al 100% di ingrandimento. Ipotizziamo di volerla ridimensionare ai soliti 2,5cm precedentemente utilizzati anche per la stampa. Attiviamo quindi il box "Ricampiona" ed impostiamo un'altezza pari a 2,5cm.


La nostra vite peserà ora solo 66Kb invece dei 10Mb originali! Ma... quindi, quanto peserà il nostro catalogo di viti in totale?

0,066Mb x 10 immagini x 100 pagine = 66Mb

Siamo ben lontani dai 10Gb che avremmo avuto lavorando con immagini da 10Mb vero? Con questo semplice ricampionamento si risparmiano 9.934Mb (9,9Gb)! E, pensate, il tutto senza intaccare minimamente la massima qualità di visualizzazione possibile.


(... pausa di riflessione ...)


Dedico la seguente frase esclusivamente a chi considera troppo "complicata" la spiegazione fin qui posta, nella certezza che, molto probabilmente, se siete arrivati a leggere fino a questo punto, non farete certo parte di quel gruppo di persone.  ;-) 

Tranquilli,
continuate pure ad inviare in stampa o sul web le vostre immagini con pesi in Megabytes inopportunamente spropositati, nella vana e profonda convinzione che così facendo stiate solo puntando alla "massima qualità" ottenibile. Continuate pure dicevo, ma siate consapevoli che chi prenderà in carico le vostre immagini ed i vostri elaborati grafici, applicherà sempre, volente o nolente, un'ineludibile ricampionamento, pena l'impossibilità di fruizione degli stessi.

Chiarito il concetto che le vostre immagini verranno sempre ricampionate da chicchessia, sia esso un operatore prestampa, un rip di stampa od un automatismo di upload; invece di inviare in lavorazione quintalate di superflui Petabytes, non ritenete più corretto e professionale essere invece pienamente coscienti del proprio preparato grafico ed approntarlo accuratamente / minuziosamente per non incorrere in successivi inattesi risultati?


Buon ricampionamento delle immagini.

18.3.21

Il metro di giudizio dello stampato



Come giudichi un lavoro stampato?

Bhè... lo guardo, lo analizzo da molte angolazioni, sotto molti punti di vista, guardo i dettagli e le sfumature, la pienezza dei colori... utilizzando anche il lentino [che fa molto professionale] e poi... giudico se è "genericamente bello".

"Genericamente bello"??? ... un po' come dire "simpaticamente interessante"! Che metro di giudizio imparziale potrà mai essere? E soprattutto come può un cliente contestare un lavoro se non abbiamo congiuntamente prestabilito quali sono gli obiettivi comuni? Solamente in base al proprio "gusto estetico"?

Non scherziamo!

Nel mondo delle arti grafiche abbiamo norme che classificano con precisione maniacale cosa è qualitativamente accettabile e cosa non lo è. Basta conoscere il mestiere ed, alla sottoscrizione del contratto di fornitura, definire i paletti accettati dalle parti in comune accordo. Una volta stampato il lavoro, questo potrà essere misurato e valutato in base al metro di giudizio prescelto. In fase di analisi potrà quindi passare il controllo qualità oppure essere bocciato. Si tratta solo di applicare (con scrupolo) un metodo, e non di scegliere in base al "gusto soggettivo".


Butto lì un po' di norme a casaccio: ISO 12647, First, G7, PSD, PSO, linee guida TAGA, linee guida ATIF. 

Basta leggerle, c'è scritto tutto!


Buon approfondimento.

16.3.21

Il Cromista contemporaneo

È quella figura in prestampa che ne sa di gestione e misurazione del colore. 

Essere a tutt’oggi quasi del tutto introvabile ancorché mitico e raro, si cela nelle pieghe del reparto grafico ma non sfugge ad un’attenta analisi del suo lemma che racchiude parole ancestrali di un lessico antico quali: curve, ICC, Gamut, LAB et similia.

Il suo potere di trasmutazione del colore e di omologazione di fruizione multimediale, oggigiorno molto ricercato dai brand internazionali, deriva non si sa bene se da approfonditi studi tramandatisi nei secoli di padre in figlio oppure da arcane pratiche mistiche.

Il suo intendere spazia dalla cibernetica alle scienze grafiche fino ad addentrarsi nella profonda intimità del retino di stampa. La sua schietta familiarità con altri esseri mitologici quali “Il punto minimo stampabile” ci lascia del tutto esterrefatti.

Ordunque cari incauti turisti del mondo delle Arti Grafiche, fate molta attenzione se nel vostro girovagare incontraste un Cromista, sicché al pari del Linotipista fù in grado di suscitare avveduti timori in noti maestri d’arte quali Lucio Dalla.


Un ringraziamento a Carlo Cavicchio per il suo post su LinkedIn:

https://www.linkedin.com/posts/carlo-cavicchio-097894120_postproduzione-fotolito-cromista-activity-6777348114853453824-8uVH

FlexoCalculator mobile, i video - Distorsione

 


Calcolo e simulazione della distorsione flessografica.


Buona visione.

FlexoCalculator mobile, i video - Minimi

 


Calcolo e simulazione del punto minimo stampabile in funzione del rullo anilox in uso.


Buona visione.

FlexoCalculator mobile, i video - Microns

 


Calcolo e simulazione del punto di retino.


Buona visione.


13.3.21

Il catalogo delle mille viti


Immaginiamo di dover stampare un catalogo di viti.

Questo catalogo è composto da un elenco di 100 pagine di viti, in ogni pagina avremo 10 immagini delle nostre viti. Ogni singola immagine di ogni vite pesa circa 10Mb.

Quanto peserà complessivamente il nostro catalogo? 

10Mb x 10 immagini x 100 pagine = 10.000Mb (10Gb)  

Ora chiediamoci, è gestibile un catalogo di viti che pesi 10Gb? Quali problemi di lavorazione comporta il suo peso in prestampa? E poi ancora, se pubblicassimo il medesimo catalogo sul web, avrebbe ancora senso che questo continui a pesare i medesimi 10Gb?

Se 10Mb a foto sono troppi, quanto dovrà pesare ogni singola foto?

Giochino finito, traete le debite conclusioni.

Leggi qui per una spiegazione tecnica più approfondita:

Buon ricampionamento delle vostre immagini.

11.3.21

DPI vs PPI e la formazione di base




Il prossimo che mi parla di risoluzione (DPI e PPI) senza sapere cos'è la lineatura di stampa (LPI) e la risoluzione nativa di un monitor, lo rimando alle scuole grafiche.

Un ringraziamento per le foto tratte dai preziosi volumi della Scuola grafica San Zeno.

Buon ricampionamento delle immagini.