28.6.16

Centro qualità carta - Lucca


"Quanto resiste ?
Quanto assorbe ?
Quanto è buona ?
Quanto è green ?"
Tutte domande cui il Centro Qualità Carta di Lucca può dare ampia risposta.
Cito dalle loro pagine:
"Garantire la resistenza dei propri prodotti cartari e cartotecnici è una necessità primaria per le aziende che li producono o li distribuiscono. Il Centro Qualità Carta effettua test di resistenza a trazione, compressione, flessione, lacerazione, scoppio, su carta, cartone e imballaggi a base cellulosica; cicli di test per imballaggi per beni durevoli o per omologare imballaggi per merci pericolose; cicli di test su imballaggi per il trasporto di prodotti ortofrutticoli o per garantire l’integrità del prodotto durante l’intero ciclo di vita. Un controllo qualità a 360°.

La capacità assorbente della carta è una prestazione fondamentale soprattutto per gli usi domestici ed igienico-sanitari. Ma anche altre carte, come quelle da stampa o quelle idrorepellenti, devono avere il giusto grado di assorbimento. Un altro parametro importante da controllare è il livello di umidità, perché influenza in modo determinante le proprietà e le prestazioni di ogni tipo di carta.

La verifica dell’idoneità composizionale, funzionale e organolettica è necessaria per assicurare la conformità dei prodotti alla normativa vigente. Il Centro Qualità Carta ha le competenze e le attrezzature specifiche necessarie per fornire al cliente informazioni utili a garantire l’idoneità dell’imballaggio a preservare la bontà e la salubrità del prodotto sino al suo consumo.

Nel processo produttivo della carta, la verifica della materia prima, dalla cellulosa pura alle fibre riciclate, è di fondamentale importanza. Il Centro Qualità Carta effettua test di valutazione della riciclabilità degli imballaggi e della loro conformità alle normative, e aiuta a trovare soluzioni per ridurre il più possibile l’impatto ambientale."
Link ufficiale:
http://www.cqc.it

Buona certificazione della carta.

27.6.16

Stampa digitale vs Stampa tradizionale @ Drupa 2016

Frank Romano from Tecniche Nuove on Vimeo.

In questo breve video il Prof. Emerito Frank Romano ci spiega come, a suo avviso, nella Drupa 2016 appena conclusasi la stampa digitale abbiamo mostrato gli artigli ed abbia fatto vedere a tutti come si sia già accaparrata delle fette di mercato storicamente dominate dalla stampa Offset (qualità, formati, velocità e break even sono sempre più vicini fra le due tecnologie).

Nella prossima Drupa anche la stampa Flexo subirà la stessa sorte ?

Buona visione.

21.6.16

Le basi della misura strumentale - Strumenti, misure e tecnologie @ Techkon



Costanza, ripetibilità e controllo di processo sono le parole chiave per la corretta gestione cromatica del vostro lavoro stampato.
"Immaginate ad esempio di essere bravi giocatori di golf, ed essere quindi in grado di fare buca in un solo colpo !
Ottimo, se foste in grado di rifare buca in un solo colpo più e più volte allora, molto probabilmente, sareste dei professionisti. L'amatore farà sporadicamente buca in colpo solo. La ripetibilità fa la differenza fra un professionista ed un amatore."
In questa presentazione Bruce Leigh Myers  di Techkon, ci spiega le basi della misura strumentale del colore per ottenere costanza, ripetibilità e controllo di processo. Parliamo di Colorimetria e Spettrofotometria ...

Il colore è un emozione.
Buona visione.

17.6.16

Le basi della misura strumentale - Densitometria @ Techkon



Costanza, ripetibilità e controllo di processo sono le parole chiave per la corretta gestione cromatica del vostro lavoro stampato.
"Immaginate ad esempio di essere bravi giocatori di golf, ed essere quindi in grado di fare buca in un solo colpo !
Ottimo, se foste in grado di rifare buca in un solo colpo più e più volte allora, molto probabilmente, sareste dei professionisti. L'amatore farà sporadicamente buca in un colpo solo. La ripetibilità fa la differenza fra un professionista ed un amatore."
In questa presentazione Bruce Leigh Myers  di Techkon, ci spiega le basi della misura strumentale del colore per ottenere costanza, ripetibilità e controllo di processo. Partiamo dalla densitometria ...

Il colore è un emozione.
Buona visione.

14.6.16

Usare i colori Pantone Live in Illustrator


Video dimostrativo su come usare le librerie Pantone Live in Illustrator.

Buona visione.

8.6.16

La vera forma dello spazio colore CIELAB

Nei vari "corsi colore" quando si inizia a parlare di spazio colore CIELAB, con l'intendo di essere il più chiari possibile, si cerca di dare una forma tridimensionale ai concetti teorici che ci si appresta a spiegare.

È uso comune rappresentare lo spazio colore CIELAB con dei grafici, errati, simili a questi:

"Errati hai detto ? ...ma come errati ?!??"
Si, errati! Sebbene ognuno di essi sia effettivamente propedeutico alla comprensione di come lavori questo spazio colore, alla base sono tutti errati, nel senso che CIELAB non è rotondo, non è conico e non è nemmeno... quadrettato!

Proviamo ad analizzare come Adobe ha implementato questo spazio colore nel suo famosissimo programma di ritocco fotografico (Photoshop). Osservando il selettore colore di Photoshop, vediamo come l'asse L* venga rappresentato dalla barra di chiarezza verticale che va da Nero (0) a Bianco (100).


Mentre le coordinate a* e b*, vengono rappresentate dal riquadro colorato dove a* può avere valori da -128 a +127 e corrisponde a movimenti lungo l'asse orizzontale; e b* può avere valori da -128 a +127 e corrisponde a movimenti lungo l'asse verticale.


Matematicamente parlando, sviluppando questo modello in forma tridimensionale, si ottiene un cubo, di lati A e B = 256, e di altezza L = 100, che potrebbe assomigliare a questo.


"Perché i lati misurano proprio 256 ?"
Quando Adobe decise di quantizzare questo spazio colore, lo fece dedicando un byte per ogni dimensione. Il sistema numerico binario ci insegna che con un byte possiamo esprimere valori che vanno da  0 a 255, ossia 256 valori totali; che rappresentati in complemento a due, possono assumere valori da -128 a +127.
"Allora il CIELAB è un cubo!"
Hem... non esattamente. Lab è stato creato nel 1976 dalla CIE per rappresentare i colori cosiddetti "di superficie", cioè i colori degli oggetti illuminati. Vi pare mai possibile che i colori visibili dall'occhio umano possano avere una forma perfettamente cubica ?
In effetti no. Quel cubo altro non è che il contenitore che può racchiudere al suo interno tutti i colori visibili dall'occhio umano.
"Si, ma allora come accidenti è fatto questo CIELAB?"
Ora lo vediamo ... ce lo spiega in dettaglio Mauro Boscarol in questo post pubblicato nel gruppo Facebook Colore Digitale:
https://www.facebook.com/groups/coloredigitale/permalink/1177763268921640/

Nel post c'è una splendida animazione creata da Bruce Lindbloom, nella quale ci viene mostrata (finalmente) la vera forma dello spazio colore CIELAB.

"Ma se lo spazio colore è un cubo, ed i colori al suo interno sono una sorta di ... balena, cosa rappresentano tutti gli spazi vuoti all'interno del cubo?"
Non rappresentano nulla, ossia sono coordinate L*a*b* che non rispecchiano un reale colore di superficie visibile dall'occhio umano. Per dirla tutta poi, ci sono anche (pochi) colori che fuoriescono dal cubo definito dallo spazio colore LAB di Photoshop. E ce lo dimostra Bruce Lindbloom in questa immagine.


Vedete i colori evidenziati dalla linea rossa ? Bene, questi escono dalle coordinate LAB di Photoshop.
"E perché mai alcuni colori fuoriescono dallo spazio colore ideato per contenerli?"
Per rispondere a questa domanda copio/incollo la risposta di Mauro Boscarol data nel gruppo Facebook sopraindicato:
"Lab è del 1976 e non è di Adobe/Photoshop ma di CIE. Quando Adobe/Photoshop ha deciso di quantizzare Lab (1993) l'ha fatto usando 1 byte per dimensione. Per la dimensione L che va da 0 a 100 non c'è problema. Per le altre due dimensioni con 1 byte si va da –128 a +127, ma il Lab (originale 1976) richiederebbe di andare oltre (sul verde mi pare fino a 140 circa). Adobe/Photoshop ha deciso di procedere comunque e il risultato è che certi numeri Lab (che corrispondono a colori esistenti) in Photoshop non si possono usare. O meglio, con la quantizzazione a 1 byte, non vengono compresi."

Il colore è un emozione!
Buona gestione colore.

7.6.16

Harmony ? addio ... è arrivato ColorFlow 7.5


Con il rilascio della sua versione 7.5 possiamo ben dire che ColorFlow sia ormai diventato un prodotto del tutto maturo, completo e flessibile.

Nei flussi di lavoro Prinergy Connect e Prinergy Evo, le curve di calibrazione tonale (TVI) venivano storicamente, e stoicamente, gestite dal programma accessorio Harmony. Questa valida utility, rilasciata nella sua ultima versione nel lontano 1999 da Creo, e da allora mai più aggiornata, è sempre stata mantenuta e supportata, fedele a sè stessa nel tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri. Nello specifico il flusso di lavoro non utilizza Harmony direttamente, in quanto il flusso è solo l'utilizzatore ultimo delle curve TVI, create da Harmony e salvate nel database chiamato "calcurve.hmy".

Nel mentre i tempi e le tecnologie sono cambiate, ad oggi la gestione colore non verte esclusivamente sulla sola gestione delle curve TVI, ma necessita anche della creazione e gestione dei profili ICC (sia Device-Indipendent che Device-Link). Un software di gestione colore moderno deve quindi essere in grado di gestire correttamente gli spazi colore, le curve TVI ed i profili ICC, utilizzando un database di gestione colore (CRM) che sia in grado di gestire la relazione fra i dispositivi in modo automatico.

Parallelamente all'uso di Harmony si è sviluppato un nuovo gestore delle curve e dei profili chiamato ColorFlow. ColorFlow non è semplicemente il sostituto di Harmony, ma è la sua evoluzione sia dal punto di vista dell'interfaccia grafica, che delle logiche di color-relationship che ne regolano il funzionamento.

Dal punto di vista del flusso di lavoro, che le curve vengano generate da Harmony o che vengano generate da ColorFlow poco importa. Dal punto di vista del responsabile prestampa invece, importa moltissimo sapere come e dove curve e profili ICC vengano gestiti ed organizzati, e soprattutto avare il supporto del software per poter gestire al meglio tutte le informazioni relative al colore.

Nello specifico elenchiamo i principali svantaggi insiti nel continuare ad avvalersi di Harmony:
  • è un software datato che non viene più sviluppato da anni
  • è molto probabile che nelle prossime versioni dei flussi di lavoro non venga più supportato
  • la gestione delle curve è del tutto manuale e non tiene in considerazione modifiche avanzate e/o automatiche in base ai cambiamenti dei dispositivi
  • non gestisce in alcun modo profili ICC e spazi colore
Elenchiamo ora alcuni vantaggi insiti nell'attuazione di una gestione colore organizzata integralmente tramite ColorFlow
  • è un software moderno e pienamente integrato nel flusso di lavoro
  • viene aggiornato automaticamente con l'aggiornamento del flusso di lavoro
  • gestisce sia le curve TVI che i profili ICC, che gli spazi colore dei dispositivi
  • ha un database di gestione colore (CRM)
  • è in grado di ricalcolare automaticamente curve e profili in base alle modifiche dei dispositivi
  • tramite apposita licenza, è in grado di applicare un algoritmo di risparmio inchiostro (Ink Saving) facendo la rimappatura GCR dei canali CMYK.
Ad oggi Harmony è ancora integrato e supportato nei flussi di lavoro Prinergy, ma ripensando a quanto appena visto, non sappiamo fino a quando. È arrivato quindi il momento di iniziare a trasferire tutte le vostre curve di lavoro da Harmony a ColorFlow ?!??

Per sapere come importare in ColorFlow le curve Harmony oggi in uso, come creare le curve nuove da zero e molto altro, potete guardare questo corso gratuito on-line:
https://workflowhelp.kodak.com/display/CFT/ColorFlow+Training

Il corso e la documentazione sono disponibili in Italiano selezionando la lingua dall'apposito menù che trovate in alto a destra.

Buona gestione colore.

3.6.16

Forum FOGRA51-52 e profili correlati @ TAGA


Cito dalla pagine di TAGA:
"Per dare maggior supporto agli operatori delle aziende grafiche, TAGA Italia ha predisposto sul proprio sito web, un forum pubblico di discussione dove poter fare domande o avviare discussioni sull'utilizzo pratico dei dati di caratterizzazione FOGRA51-52 e dei profili correlati."
Link ufficiale:
http://www.taga.it/2016/05/fogra51-52.html

Buona iscrizione.

1.6.16

Come si esporta un PDF pronto per la stampa ? - la guida in Italiano

Grazie all'aiuto di Lorenzo Miglietta, sto preparando una breve guida in Italiano che può darvi le basi per la corretta preparazione di un progetto grafico ideato per la stampa, per la sua gestione cromatica e la sua esportazione in formato PDF, col fine ultimo di salvarlo come mastro digitale (PDF digital master).

La guida è suddivisa nei seguenti tre capitoli:
1 - Preparazione strutturale del progetto grafico 
http://www.grafigata.com/come-preparare-un-file-alla-stampa/ 
2 - Gestione cromatica del progetto grafico 
http://www.grafigata.com/gestire-colori-nella-stampa/ 
3 - Esportazione PDF digital master del progetto grafico

http://www.grafigata.com/come-esportare-un-pdf-per-la-stampa/

L'obbiettivo di questa guida in tre capitoli è semplificare la collaborazione fra grafici e stampatori. Cosa ne pensate di questo progetto? Forza, dite la vostra !

Buona lettura.