26.3.07

PPF, per la regolazione automatica dei calamai



Il formato PPF (Print Production Format), e' una parte delle specifiche CIP4.
Questo e' piu' diffusamente noto come "Informazioni CIP3".
I files PPF sono dei semplici file di testo, generati da un Rip o da un flusso di lavoro, contenenti informazioni relative all'inchiostrazione necessaria per stampare uno specifico lavoro mandato in lastra. Servono quindi a regolare in maniera automatica l'apertura dei calamai di una macchina da stampa offset.

Puo' non essere chiaro, a chi volesse implementare nel proprio ciclo produttivo l'uso del PPF, come questi files debbano essere utilizzati.

I punti seguenti, dovrebbero fugare ogni dubbio relativo alla loro implementazione.
1-il file PPF viene generato dal RIP o dal flusso di lavoro. Puo' essere generato durante il processo di lastrazione, od in separata sede, mediante un processo apposito.
2-il file PPF generato conterra' le informazioni per descrivere la quantita' necessaria di inchiostro, su ogni calamaio, in relazione alla copertura superficiale del lavoro presente sulla lastra. Questa misurazione viene effettuata in valori assoluti, considerate un dato che va da 0% a 100%, e non descrive nel dettaglio di quanti millimetri si dovra' aprire un dato calamaio. Questo dato in se' non puo' quindi pilotare direttamente i calamai della macchina offset, ne' puo' essere letto direttamente dalla console del banco macchina.
3-il file PPF, essendo un dato generico, e non specifico per ogni marca di macchina offset, deve essere letto ed interpretato da un apposito software che ogni produttore di macchine da stampa ha sviluppato.
4-sara' quindi compito di questo software, effettuare la lettura dei dati presenti nel file PPF, ed effettuare la loro conversione in comandi specifici di apertura dei calamai per una specifica macchina da stampa.

Nella figura di testa, potete vedere, schematizzati, i due momenti topici della creazione e dell'uso del file PPF.
Nella prima fase il flusso di lavoro genera le lastre, e converte la copertura superficiale del lavoro, in dati PPF o JDF.
In una fase successiva le lastre vengono mandate alla macchina da stampa, accompagnate dai files PPF; questi verranno prima letti dal software della macchina da stampa, poi convertiti in comandi di apertura dei calamai ed inviati al banco macchina.

La corretta implementazione delle informazioni PPF in un processo produttivo, non toglie possibilita' di correzione al capomacchina ma, attuando una regolazione preimpostata dei calamai, riduce sensibilmente i tempi (e quindi i costi) di avviamento.

Buon lavoro.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti per l'articolo!
E' veramente un buon punto di partenza per chi non ha le ideee chiare.
Se è possibile desidererei fare una richiesta.
L'interpretazione del file PPF compete all'azienda produttrice di macchine da stampa. Ma ci sono riferimenti teorici sui quali basarsi per capire come convertire le informazioni del PPF in comandi specifici di apertura dei calamai?
Grazie

ML ha detto...

Ciao "Anonimo" ;-)
Io non sono uno sviluppatore sofware, ma sicuramente chi sviluppa i programmi di interpretazione dei dati PPF (o JDF), per le varie case prodruttrici di macchine da stampa, fa riferimento alle specifiche JDF (pubblicate dalla CIP4), unitamente alla documentazione tecnica del banco macchina (della macchina da stampa) che deve convertire tali dati percentuali in comandi di apertura meccanci.
Considera che la conversione del dato ppf, non puo' essere SEMPLICEMENTE convertita in millimetri di apertura dei clamai con un SEMPLICE rapporto lineare (es 1% = 4mm, 2% = 8mm), ma deve tenere conto di molti altri aspetti legati al processo stesso della stampa offset, ad es. il tipo di inchiostro, le caratteristiche di bagnatura etc.
In pratica ... se devi sviluppare un software di questo tipo, sarebbe opportuno rivolgersi al produttore della macchina da stampa, i suoi softwareisti sapranno sicuramente consigliarti meglio del sottoscritto, sulle variabili da tenere in considerazione.
Fammi sapere!

Anonimo ha detto...

Ciao ML, spiego il mio problema in poche parole e spero lei possa darmi una mano...
Ho un cliente che continua a dirmi che quando apre un file CIP3 (che io genero mediante il software ARLEQUIN), vede tutto "bianco" ossia non riesce a trovare dati all'interno del file PPF. La stranezza è che altri clienti, a cui fornisco files PPF non hanno nessunissimo problema.
Il suddetto cliente insiste a dire che sono io che devo risolvere la questione... è così? o è un problema del software della sua macchina da stampa (una KBA)??

Grazie mille
Mic

ML ha detto...

@Mic

le impostazioni per la generazione ed interpretazione dei dati PPF sono di 2 tipi. Il primo dal lato del RIP ed il secondo dal lato della macchina da stampa.

Il RIP in fase di generazione di questi dati può impostarli applicando delle modifiche ad es. sulla risoluzione dell'immagine di anteprima, sul tipo e sulla nomenclatura dei files PPF oppure sulla rotazione d'interpretazione degli stessi. Maggiori dettagli su come impostare questi parametri li potrai sicuramente trovare sulla manualisca del tuo RIP.

Non sono meno importanti i parametri da settare sul lato macchina da stampa. Infatti anche il software preposto alla lettura dei files PPF deve essere impostato secondo un certo criterio ed in concertazione con il RIP che li ha generati. Faccio un esempio banale, se il RIP genera 4 files per i corrispettivi colori CMYK, mentre il banco macchina si aspetta un singolo file contenente tutte le informazioni dei 4 castelli... i due non si parleranno mai!
Oppure; se il RIP genera i dati PPF con rotazione 90gradi ed il banco macchina si aspetta di leggerli a 0gradi... i due non si intenderanno mai.

Proprio per i motivi appena descritti i dati PPF preparati per una specifica macchina da stampa non è detto che siano altrettanto validi per una macchina da stampa diversa.

In conclusione l'impostazione va concertata da ambo i lati con persone competenti di entrambi i sistemi.

Buona implementazione.

Anonimo ha detto...

Ho capito. Grazie mille per le info e buon lavoro